Connessione mente-muscolo
Cosa c’è di vero?

Oggi voglio parlarvi di una storiella che sento spesso in sala pesi: la connessione mente – muscolo. Di cosa si tratterà mai? Esiste o non esiste? Come sempre, andiamo con ordine e partiamo dal principio.

Esiste un collegamento tra sistema nervoso e fibra muscolare, una effettiva connessione mente muscolo chiamata “giunzione neuromuscolare”. Ma questo, di base, lo sappiamo tutti. Il cervello manda un comando e la fibra muscolare, tolte patologie eccezionali, si muove.
Ora, la connessione mente – muscolo di cui sentiamo parlare in palestra non si riferisce certo alla “banale” giunzione neuromuscolare, ma allora a cosa? Si tratta, in sostanza, della capacità che hanno i professionisti nel concentrarsi talmente tanto sul muscolo che stanno allenando da “isolarlo” e, in questo modo, essere in grado di farlo crescere in maniera esponenziale. Detta così, basterebbe un po’ di concentrazione per crescere velocemente…sicuri che sia vero? Per molti lo è, per molti altri è solo una leggenda metropolitana che contorna i culturisti. Questi ultimi, lo sappiamo bene, raggiungono il livello di muscolatura che siamo abituati a vedere in gara grazie ad un’alimentazione super controllata e abbondante (parliamo di 5000 o 6000 kcal al giorno!), con percentuali di proteine altissime. A tutto ciò si aggiunge una terapia farmacologica ed un allenamento intenso e prolungato: tutto volto alla forma perfetta da sfoggiare in una sola giornata. Ma torniamo alla connessione mente – muscolo.

Attraverso la connessione mente – muscolo riusciamo a dare un input maggiore al muscolo target. Questo significa che siamo in grado di eseguire un movimento concentrandoci al massimo sul muscolo che stiamo allenando e non richiediamo l’ausilio di altri muscoli oppure evitiamo di effettuare movimenti che renderebbero non del tutto pulita l’esecuzione di quel particolare esercizio. Facciamo un esempio pratico. Vi trovate in palestra e siete seduti sulla chest press pronti per la stimolazione del gran pettorale. La corretta esecuzione del macchinario prevede scapole addotte, gomiti più bassi delle spalle e avambraccio perpendicolare al muro per evitare rotazioni sgradite. L’altezza del sedile, inoltre, deve permettere di avere le manopole all’altezza della parte bassa del pettorale e non all’altezza del collo. La posizione iniziale è importantissima al fine di evitare una brusca esecuzione e, di conseguenza, un aumento di rischi di infortuni. Veniamo ora alla concentrazione. In questo caso la connessione mente – muscolo è fondamentale poiché evita di involvere altre parti del nostro corpo. Non è raro, infatti, che molti soggetti effettuino una involontaria anteposizione del capo durante la spinta (con il rischio di contribuire a dolori cervicali). Al contrario, la connessione mente – muscolo permetterà all’atleta di isolare quasi completamente il muscolo del petto rendendo parzialmente immobile tutte le altre parti del corpo non necessarie.

Veniamo al dunque. Se per connessione mente – muscolo intendete una maggiore concentrazione volta all’esecuzione di un esercizio mirato alla crescita del muscolo stesso, allora sono pienamente d’accordo con voi. La concentrazione in palestra è un tassello fondamentale se intendete intraprendere questo percorso e, senza alcun dubbio, la precisa focalizzazione del movimento vi farà padroni dello stesso, aumentando di gran lunga le probabilità di successo e crescita.
Se, al contrario, vi aspettate un improvviso sviluppo e incremento di massa solo visualizzando quel particolare muscolo, cari amici miei, non mi trovate d’accordo affatto. Il rischio, in questo caso, sarebbe quello di perdere il controllo “totale” del corpo e, infine, di farsi male inutilmente.



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